Comunicato stampa del 23 gennaio 2018

PARTE LA BONIFICA  DELL’EX TRICOM DI TEZZE DOPO LE INIZIATIVE DI CITTA’ APERTA

Un rischio potenziale sottovalutato: Quando, nella primavera del 2017, iniziammo la campagna di informazione sul sito inquinato e lanciammo la parola d’ordine della bonifica totale, molti ci dissero che era un obiettivo vecchio e superato. Nei fatti però ci accorgemmo che le generazioni che avevano vissuto il problema si erano convinte che l’inquinamento fosse stato risolto, visto che da anni nessuno ne parlava più, mentre le nuove generazioni ne erano completamente all’oscuro. In realtà negli ultimi anni non c’era stato un rilascio di cromo e nichel nelle falde del Cittadellese e Fontanivese, solo perché abbiamo avuto anni di eccezionale siccità, ma basterà che ritornino anni di alte precipitazioni perché il problema si ripresenti.

I 30.000 mc. di terreno inquinato da sali solubili di cromo(VI) e nichel sono ancora lì dopo 40 anni; dal 2005 esiste subito a valle del sito una “barriera idraulica” che cerca di contenere l’inquinamento. La barriera idraulica è estremamente costosa e riesce a limitare ma non eliminare l’inquinamento della falda, per cui risulta conveniente, anche da un punto di vista strettamente economico, togliere per sempre gli inquinanti dal terreno. Se poi dovessero accadere eventi eccezionali di stagioni piovose, o anche un terremoto, nessuno garantisce che la barriera idraulica sia in grado di contenere l’evento.

Negli anni i limiti di questi inquinanti si sono sempre più abbassati a riprova del pericolo intrinseco di essi.

Lo stato delle cose a gennaio 2018 e il tipo di bonifica

Al momento di scrivere il presente documento,  la Commissione regionale ha finalmente deciso il tipo di bonifica da attuare: 1) Si terminano i lavori già decisi di impermeabilizzare la superficie del terreno inquinato (“capping”) dopo aver asportato lo strato superficiale. 2) Il terreno inquinato sottostante viene lasciato in loco ma viene delimitato da una specie di sarcofago di bentonite insufflata da cannule infilate nel terreno e munite di valvole a varie altezze. In questo modo viene anche costituito una specie di pavimento sul fondo del terreno inquinato che può venire in contatto con la falda se questa si innalza. 3) Tramite le cannule si irrora il terreno inquinato con un liquido riducente che trasforma il cromo (VI) in cromo (III); questa operazione la si fa per 15 metri sopra il fondo (ricordiamo che il tronco di cono inquinato è profondo ora circa 23 metri). Questo è il progetto definitivo che per essere operativo dovrà diventare un Decreto del Dirigente della Direzione Ambiente.

Le proposte di Città Aperta

La nostra Associazione è soddisfatta del risultato ottenuto in quanto  c’è la decisione regionale di attuare la bonifica definitiva. Siamo meno soddisfatti invece dei tempi lunghi e della non informazione della popolazione, per cui chiediamo e proponiamo:

1 -Trasparenza ed informazione per i cittadini. Non abbiamo certezza che il sito informativo, promesso dalla Regione l’8 maggio 2017 a Tezze, verrà realizzato. Chiediamo ai tre Comuni interessati all’inquinamento di farsi carico della realizzazione di un sito informativo su tutte le vicende dell’acqua e delle bonifiche del nostro territorio; anche altri Comuni possono essere interessati, in primis Carmignano  da dove inizierà il massiccio prelievo di acqua  da portare al Veneto inquinato.

2– Etra migliori l’informazione dei cittadini sulla qualità dell’acqua. Questo Ente per legge deve informare i cittadini sulla qualità dell’acqua. Nel sito di ETRA si trovano le analisi dell’acqua  espresse per paese come media e senza data. E’ meglio riportare le analisi per data di prelievo espresse come media e come range (valori minimi e massimi) per far capire alla gente che acqua beve.